inguineMAH!gazine #5

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UN FANTASMA CHE SI AGGIRA PER L’EUROPA

È nel momento in cui le realtà svaniscono
che si esercita appieno il talento dell’uomo di accontentarsi di belle parole.
Scomparsa Roma, il suo fantasma ha avuto vita dura.
Marguerite Yourcenar, Con beneficio d’inventario.

È nel momento in cui le realtà svaniscono che si esercita appieno il talento dell’uomo di accontentarsi di belle parole.
Scomparsa Roma, il suo fantasma ha avuto vita dura.

Marguerite Yourcenar, Con beneficio d’inventario.

Interpretare la discesa della curva di una decadenza è quanto di più difficile possa tentare di fare una civiltà rispetto alla sua contemporaneità: questa era la valutazione che Marguerite Yourcenar dava della mediocrità interpretativa della storia della fine dell’impero romano contenuta nell’Historia Augusta. Tale mediocrità non ha però impedito a queste figure, descritte spesso come macchiette dai contorni grotteschi e splatter, di insinuarsi nella nostra percezione: esse hanno avuto la forza di similitudini distorte, ma quasi naturali, per descrivere il presente storico fino alla Seconda Guerra Mondiale. I vizi di Eliogabalo, l’assassinio di Caracalla, la testa di Massimino Trace piantata su un palo sotto le mura di Aquileia, sono stati punto di comparazione e riferimento quasi obbligato per letterati, storici e osservatori del presente fino a quel momento.

La Seconda Guerra Mondiale ha offerto nuovo materiale e ha quasi scompaginato questo repertorio di personaggi truci, tramandatici da un gruppo di storici di variabile qualità, lasciando il posto a nuovi termini di paragone: Hitler e Mussolini, e parzialmente Stalin. Di questi, Mussolini è purtroppo un prodotto nostrano. Non possiamo esimerci dal confrontarci con lui, che inventò il fascismo e ne tramandò il nome a tutto il mondo per descrivere con imprecisa approssimazione un regime italiano totalitario fatto di trebbiatrici, piccoli imperi, repressione, e che ha anche avuto come obiettivo la costruzione ex novo di un immaginario rivoluzionario: rivoluzionario nel senso letterale del termine, che voleva quindi rifondare, partendo da un travisamento della storia antica e dell’impero romano, un nuovo modo di rappresentazione del sé e del reale. In particolare a partire dalla fine degli anni ’80, complice la caduta del muro, si è assistito ad una diversa declinazione dei termini fascista e nazista.

Da una parte una corrente revisionista opera per un salvataggio del “buono” realizzato (e non parliamo solo dei treni in orario…), dall’altra l’utilizzo di queste due immagini così rappresentative del male è stato un pericoloso grimaldello per aprire la strada alla creazione di nuovi nemici, alla definizione di nuovi confini: sintomo che quella storia non è finita. Il tema portante di questo numero non vuole avere ovviamente intenti celebrativi. Nessun peana, nessun encomio al duce.

Chi volesse comprare la rivista con questa aspettativa, risparmi gli euri. Certo non si troverà neanche della satira caricaturale. Italiani brava gente, oppure la caricatura distorta e penosa del Benito nazionale, oppure ancora ma noi non siamo stati così cattivi. Piccole storie, brandelli di belle parole, un fantasma che si aggira pericolosamente per l’Europa.
Non quel fantasma…

Elettra Stamboulis

CONTENUTI:PAPER RESISTANCE: 2/7 * ELETTRA STAMBOULIS: 8,10 * STEFANO ZATTERA: 9 * ERIC DROOKER: 11 ALEKSANDAR ZOGRAF: 12/13 * GIANLUCA COSTANTINI: 14/17 * DAVID VECCHIATO: 20/26 * JOE SACCO: 27/48.

INGUINE MAH!GAZINE #05 ANNO 2 2004
Quadrimestrale in libreria, 48 pagine in b/n – 5 euro.

Direttore Editoriale: Gianluca Costantini – info@gianlucacostantini.com
Redazione: Paper Resistance, Marco Lobietti, Elettra Stamboulis.
Progetto Grafico: INGUINE PRESS – WebDesign: Manfred Regen – Info: inguine@email.it

In collaborazione con Associazione Culturale Mirada.

Inguine mah!gazine in questo numero:
Joe Sacco || Traduzione: Manfred Regen, Paola Bartoli – Lettering: Marzia Lorusso.
Aleksandar Zograf || Traduzione: Luka Zanoni dell’Osservatorio sui Balcani – zanoni@osservatoriobalcani.org – Lettering: INGUINE PRESS.

Hanno collaborato: Joe Sacco, Eric Drooker, David Vecchiato, Stefano Zattera, Aleksandar Zograf.

Grazie a: Mimmo Manes, Carlo Branzaglia, Nowhere.it, Lospaziobianco.it, Design(Radar, Dario Morgante, Mega Distribuzione, Nda Distribuzione, Modo Infoshop / Interno 4 Bologna, 47thFloor.com, Jacklamotta, Maffia (Reggio Emilia), Mimmo Berardi – Libreria del Fumetto (Taranto), Squaz, Sherwood Comix Festival, Claudio Calia, Emiliano Rabuiti, Libreria Altroquando (Palermo), Marco Milone, Bagno Hana-Bi (Marina di Ravenna), Riardofest (Riardo-Caserta), Dennis Cucumber, Lounge72, Marco Bazzocchi, Ramdesign.it, Lisa Pancaldi, Piero Santi – Radio Città del Capo (Bologna).

Autori pubblicati negli scorsi numeri: Aleksandar Zograf, Miguel Brieva, Blu, Alessandro Staffa, Julie Doucet, Arrington De Dyoniso, Giuseppe Palumbo, Wilma DRK, Chris Lanier, Max Andersson, Lars Sjunnesson, James Kochalka, Peter Kuper, Winston Smith, Michael McGrath, Oculart.it, Squaz, Nicole Schulman, Ace Farren Ford, Cubadust, Malleus, Marco Corona, Mauro Ceolin, Renèe French, Maurizio Ribichini.

Diritti: I fumetti sono copyright degli autori.
E’ vietata ogni riproduzione senza il loro consenso, salvo che per uso giornalistico-informativo.

L’edizione è copyright INGUINE PRESS.
Copertina: Paper Resistance “Aprile Quarantacinque”.
Quarta di copertina: Gianluca Costantini “Tacete!”.

Dedichiamo questo numero a Enzo Baldoni, amante dei fumetti e curioso della vita.

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inguineMAH!gazine #4

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LA PAZIENZA DELLE PAROLE


“Incredibile quanta pazienza ci vuole per vedere anche le cose più semplici. Quanta pazienza ci vuole ora, per me, per scrivere un verso.”
Ghiorgos Seferis

“Incredibile quanta pazienza ci vuole per vedere anche le cose più semplici. Quanta pazienza ci vuole ora, per me, per scrivere un verso.” 
Ghiorgos Seferis


Che cosa significa avere un punto di vista? Posizionarsi e guardare con un binocolo sfocato oppure mirare al cuore? La visionarietà si scontra con l’assenza di visione, con la parcellizzazione implosiva di miriadi di immagini del partito unico della visione. Abbandoniamo la ricerca delle radici per un numero per intersecare quali sono i binocoli usati per le visioni a fumetti di autori diversi, per geografia, immaginario, riferimenti. L’implosione esiste, non c’è dubbio: proviamo a fermarla un momento e vedere che cosa l’alimenta. La soggettività del punto di vista seduce, senza dubbio, ci conforta e allo stesso tempo è spaesante.

La domanda, esiste il punto di vista, rimbalzava impazzita negli anni ’80 e ’90. Lyotard aveva insegnato che dalla dissoluzione della trasmissibilità (la “narratività” per la precisione), siamo passati ad una situazione in cui ha spazio solo la comunicazione diffusa dai media. Talmente è stata fritta e rifritta la questione del vedere, che abbiamo avuto bisogno di qualche anno di sana dieta da post-moderno e da teorie del visivo. Un ipnotico torpore ha pervaso le retine di molti, che si sono assuefatti alla comunicazione. Veloce, istantanea, amnestica. Oppure catatonica: visioni che conciliano lo slogan e non la poesia.

Lo sguardo è pericoloso: Orfeo perde la sua Euridice per uno sguardo in più all’indietro, pur avendola appena recuperata dagli inferi. Non si scherza con l’atto di guardare: il rito ce lo impone, eppure nuotiamo in una società che fa del voyeurismo la prassi nella nostra scansione del tempo. Un voyeurismo attonito e ammutolente. In questo numero il voyeurismo, che quando non crea paralisi nella favella non è una brutta malattia, ha ancora ceduto alla tentazione della parola.

La necessità di coniugare più fortemente fumetto, illustrazione, Web Design e parola era una impellenza inconscia, che si è resa consapevole con la lettura di un articolo di Faeti nell’ultimo numero di Hamelin. Un articolo non sintetizzabile perché ha un suo taglio narrativo che inequivocabilmente è legato a quanto sostiene, ma dove in particolare dice che “Il saper vedere si dimostra solo con le parole, perché ogni opera di interpretazione si compie unicamente quando le parole si stringono alle immagini che solo allora esistono, in quanto solo allora sono viste. Il mutismo percettivo vive di sé, non ha collegamenti, non procede verso mete, non conquista”.

Sin dal primo numero abbiamo scelto di accompagnare immagini e parole. Questa risulta una scelta a volte difficile da continuare, perché la riflessione e la ricerca sul visivo non è così scontata come può apparire a prima vista. Eppure, con tutti i rischi connessi, vogliamo costringere le parole a ballare con le immagini, anche se sappiamo che lo sguardo è rischioso e produce metafore. In questo numero le metafore, le similitudini, le diverse intonazioni della medesima figura a volte potrebbero averci preso la mano. Conquistare la meta non è semplice, perché il discorso non è meno pericoloso dello sguardo. Anzi: se il mutismo sulla figura crea inanità, la parola può incantare e irretire. Il rischio di avvolgerci in lettere e sintassi esiste, ne siamo consapevoli. Ma meglio morire parlando, che perire guardando.

Elettra Stamboulis


CONTENUTI : RENÉE FRENCH: 2/8 * ACE FARREN FORD: 9 * MARCO CORONA: 10/15 * CUBADUST: 16 * MAX ANDERSSON & LARS SJUNNESSON: 17/28 * MAURO CEOLIN: 29 * KUFIA: 30/31

STEFANO GIACCONE & MAURIZIO RIBICHINI: 32/33 * PAPER RESISTANCE: 34/37 * MALLEUS: 38/39 * GIANLUCA COSTANTINI: 40/46 * SOPRATTUTTO ERA FASTIDIO: 47 * RENÉE FRENCH: 48.


Inguine Mah!gazine in questo numero:

Max Andersson & Lars Sjunnesson || Traduzione: Giuditta De Concini – Lettering: Marzia Lorusso
Traduzione intervista Cubadust: Giovanni Barbieri – Tradizione poesia di Ace Farren Ford: Stefano Giaccone

Hanno collaborato a questo numero: Malleus, Renée French, Marco Corona, Max Andersson & Lars Sjunnesson, Mauro Ceolin, Ace Farren Ford, Cubadust, Maurizio Ribichini, Giacomo Nanni, jacklamotta, Stefano Giaccone, Marco Milone, Alberto Zanchetta, Marco Arnaudo, Firehouse, Ferruccio Giromini, Toti O’Brein, Domenico Quaranta, Edo Chieregato.

Grazie a : Mimmo Manes, Carlo Branzaglia, Nowhere.it, Lospaziobianco.it, Dario Morgante, Mega Distribuzione, Nda Distribuzione, Modo Infoshop / Interno 4 Bologna, c.s.o.a. COX 18 – Milano, Interzona – Verona, Sesto Senso – Bologna, Lorena Benatti, Vittore Baroni, Ale Staffa, Stefano Landini, Francesco Scalzo, Associazione Hamelin, 47thFloor – Roma, Emiliano Rabuiti, T-une, Random, exibart.com, Tiziana Lo Porto, Roberto Pianigiani, Istituto italiano di Cultura di San Paolo, Patrizio Esposito, Alino e Alina, Barbara Favi, Gabriele Perretta, Matteo Losso, Marcello Tosi, Pablo Echaurren, Duccio Drogheria, Sergio Nazzaro, Lisa pancaldi, Marie Paule Garcia, Flavio Boretti, Giovanni e Francesca, Anna Pinto, Giuseppepipitone.it, T-turn.com, Gabriele Picco, Marco Antonini.

Prima e quarta di copertina Gianluca Costantini.
Seconda e terza di copertina Paper Resistance.





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inguineMAH!gazine #3

L’uomo è un vertebrato e ha un’anima immortale, nonché una patria, perché non diventi troppo spavaldo…Ogni uomo ha un fegato, una milza, dei polmoni e una bandiera; tutti e quattro questi organi sono di importanza vitale. Pare esistano uomini senza fegato, senza milza e un solo polmone; non esistono uomini senza bandiera…Per il resto l’uomo è un animale che bussa alla porta, fa cattiva musica, e lascia abbaiare il cane. Qualche volta se ne sta anche tranquillo, ma allora è morto.

Oltre agli uomini ci sono anche i sassoni e gli americani, ma non li abbiamo ancora fatti e zoologia la studieremo l’anno prossimo. K. Tucholsky, da L’uomo, citato in Ballata di fine millennio, Cantoni – Ovadia. America, america. Ha il nome di un italiano. Le sue bandiere vengono bruciate in tutte le piazze del mondo da giovani vestiti in jeans e sneakers. È troppo facile parlarne male, per poi ritrattare sulla via di Damasco. Eppure non si resiste alla tentazione. Se vuoi fare carriera, ne devi parlare male. Se vuoi visitare l’ombelico del mondo, ci devi andare. Se vuoi incidere, ci devi vivere. La sua cultura omologatrice e malata di analfabetismo di ritorno ci offre sempre il modello. La periferia crea, innova, ma il centro tracima e rigurgita il nuovo in vesti più sfavillanti e con caratteri più chiari e leggibili. Il centro del potere continua ad avere un fascino allucinatore: è un polo di attrazione immaginifica molto efficace e, non a caso, gli USA hanno interpretato come nessun altro impero, se non forse Roma nell’età di Augusto, l’importanza del controllo delle immagini. Direi non tanto il controllo: non sempre l’immaginificio è sotto il controllo del potere. Questa è una semplificazione inutile. Quello che importa è che il centro di produzione rimanga nel centro. Anche la dissidenza, la diversità, l’alterità viene digerita: basta solo che non si espanda in maniera pericolosa e che rimanga in nicchie di mercato e di distribuzione ben definite.

L’Italia ha una sua particolare relazione con l’altro mondo: una sotterranea, ma non per questo meno efficace, tendenza all’autarchismo culturale, erede bifronte di fascismo e PCI, porta la nostra penisola, soprattutto le sue elité culturali conservatrici, ad essere ritrose al riconoscimento intellettuale degli americani. La vecchia Europa e blablabla: il tradizionalismo non è solo dei reazionari e dei conservatori. Pavese, uno degli artefici insieme a Vittorini dell’introduzione della letteratura americana in Italia, scrisse della scoperta e dell’amore che nutrì per la cultura americana: Durante il fascismo ciascuno di noi frequentò e amò d’amore la letteratura di un popolo, di una società lontana, e ne parlò, ne tradusse, se ne fece una patria ideale…laggiù noi cercammo e trovammo noi stessi. La scoperta del Nuovo Mondo avvenne per la seconda volta a ridosso della Seconda Guerra Mondiale e divenne la patria adottiva di molti, grazie soprattutto ad un lavoro immenso di traduzione. E poi? Poi corsi e ricorsi, in questo continuo amore ed odio tra madre e figlia, conniventi, ma non disposte a riconoscerlo. Le temporanee sconfitte dei sogni di totalità e rivoluzione ci hanno fatto di nuovo voltare la testa verso quel mondo: Seattle ha aperto un piccolissimo e fragilissimo spiraglio sulla contraddizione, epicamente rappresentata dalla caduta delle Torri.

È interessante notare come il centro dell’impero si mostri anche nella sua fragilità di gigante con piedi di argilla. Per noi è ambiguità, ma per gli odierni indigeni dell’altra sponda non sembra questa la cifra di lettura. In generale il bianco e nero la fanno da padroni, parlano parole semplici e chiare, non filosofeggiano facilmente. Sono americani. Zoologia al prossimo numero.

Elettra Stamboulis

INGUINE MAH!GAZINE #03 – anno 2 2004

Nicole Schulman || Traduzione: Fabio Melatti – Lettering: Flavio Boretti. Michael Mc Grath || Traduzione intervista: Alessandra Donato.
Hanno collaborato: Design(Radar, Giovanni Barbieri, Serena Simoni, Peter Kuper, Winston Smith, Marco Teatro, Jacklamotta, Michael McGrath, Oculart.com, Gabriele Ferrero, Squaz, Nicole Schulman, Marco Philopat, Sabina Ghinassi.

Grazie a: Mimmo Manes, Carlo Branzaglia, Nowhere.it, Komix.it, Lospaziobianco.it, Sergio Nazzaro, Iside di URBAN, Omar Martini, Dario Morgante, Malleus, essendemme.com, anomalie-net.com, cartaigienicaweb.it, Tonto Comics, Kritik Newsletter Indipendente, drivemagazine.net, Mega Distribuzione, Nda Distribuzione, Modo Infoshop / Interno 4 Bologna, Daniele Bonomo, Succo Acido, Giuditta de Concini, Cotus, Davide Saraceno + Davide Ragona = Alien Factory, ericailcane.org, minimalab.net, Davide Catania, Ram, Gianluca Roncaglia, lamette.it, Oriental Beat.

Autori pubblicati negli scorsi numeri: Aleksandar Zograf, Miguel Brieva, Blu, Alessandro Staffa, Julie Doucet, Arrington De Dyoniso, Giuseppe Palumbo,
Wilma DRK, Chris Lanier, Max Andersson, Lars Sjunnesson, James Kochalka.

Diritti: I fumetti sono copyright degli autori.
E’ vietata ogni riproduzione senza il loro consenso, salvo che per uso giornalistico-informativo.
L’edizione è copyright InguinePress.

Copertina Paper Resistance || Quarta di copertina Gianluca Costantini

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inguineMAH!gazine #2

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IL SILENZIO

In una conversazione in Sicilia è stato detto:

ALBERTO – Nel mondo ci sono molti silenzi: quando uno studia, o si addormenta, o si vuole stare zitti, 
o anche essendo sordi.

AMICO – Il silenzio in cui ascolti Bach o leggi un libro di poesie.
Il silenzio com’è ora sulla luna.
Il silenzio della concentrazione.
Il silenzio della morte.

ANNAMARIA – Ci sono silenzi diversi in diversi momenti. 
Il silenzio della solitudine, della paura.
Il silenzio di riflessione.
Il silenzio perché non si trova nulla da dire.

GIOVANNA – Di dolore, di rabbia di tristezza, di noia, di malinconia. […]

VITO – I silenzi che esistono possono essere infiniti, coma ha detto Daniela: i silenzi estremi sono il silenzio quando si è chiusi in se stessi e il silenzio dell’amore.

LIBERA – Certi professori sono soliti dire “ragazzi, silenzio di tomba”. Può esistere anche il silenzio di sopportazione, di compatimento. Può essere voluto o imposto. Può essere ricerca di se stessi. Umiliazione, o sentirsi superiori di fronte agli altri. Di persone che non hanno coraggio dei propri pensieri.Può essere non dire il vero necessario, per cui in certi casi è mentire.Può essere il momento in cui l’uomo riesce ad esprimere il meglio di sé, o mancanza di energia.Non parlare e dire tante cose, viceversa parlare e non dire niente.Può esistere il silenzio di quando ci si trova davanti alle tombe di uomini come Ghandi o Gesù.

DANILO – C’è anche il silenzio di chi striscia nascondendosi nei buoi per saltare addosso a uno per strangolarlo.
C’è il silenzio dei mafiosi che nei paesi e nelle città tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di quei politici che nelle nazioni e nei continenti tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di chi odiando aspetta il momento per colpire.
Il silenzio di chi cerca di “ammazzare il tempo” fumando o leggendo fumetti fessi.
E c’è il silenzio in cui si guardano e si vedono per la prima volta la mamma e il bambino che ha in braccio.

Il silenzio di due innamorati che si abbracciano.
Il silenzio di chi si perde e ritrova guardando le stelle in una notte senza luna.
Il silenzio di chi vuol sentire crescere in sé la musica e la poesia. Il silenzio di chi meditando cerca di scoprire il senso della vita.
Il silenzio di chi ha avuto un dolore e ricerca in sé il senso di questo dolore e come superarlo.
Il silenzio di chi pensa come organizzare il futuro, di chi lavora per creare un nuovo futuro.

D. Dolci, Quali diversi silenzi possono esistere? in Chissà se i pesci piangono. Documentazione di un’esperienza educativa, Torino, Einaudi, 1973, pp. 126-128


INGUINE MAH!GAZINE #02 – anno 1  2003

Inguine mah!gazine in questo numero : max andersson & lars sjunnesson: 2/12 * giuseppe palumbo: 13/22 * last gasp / cris lanier: 23/25 * design radar: 26/27 * gianluca costantini: 28/33 * james kochalka: 34/41 * paper resistance: 42/48

Max Andersson & Lars Sjunnesson || Traduzione: Cristina Pagani e Giuditta De Concini – Lettering: Lorena Rubbiani.
James Kochalka || Traduzione: Smoky Man – Lettering: Roberto Ledda.
Chris Lanier || Traduzione: Micheal Jurkat e Alessandra Donato – Lettering: Flavio Boretti.

Grazie a: Mimmo Manes, Carlo Branzaglia, 72dpiZine, Nowhere.it, Dino Erba, Associazione Illustratori Milano,PioggiaAcida, Komix.it, Crezine.com, Lospaziobianco.it, Teknemedia.it, Acidlife.com, Drawingblog, L’Eternauta Ravenna,Lorenzo Canova, Sergio Nazzaro, Festival Conchiglia (Mantova), Bagno Hana-bi (Marina di Ravenna), Kufia, Exibart.com,Jacklamotta, URBAN, EssEndEmme, Marco Teatro, Omar Martini, Pepita Promoters, Squaz, Alessandro Baronciani, Ratigher,Marco Carlini, Gianluca Roncaglia, Andrea Plazzi, Stefano Giaccone, Agipunk.com, Maicol e Mirco.

Hanno collaborato: Design(Radar, Giovanni Barbieri, Giuseppe Palumbo, Wilma DRK, Chris Lanier, Max Andersson, Lars Sjunnesson, James Kochalka, Smoky Man (ultrazine.org), Serena Simoni.
Copertina Gianluca Costantini || Quarta di copertina Wilma DRK


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inguineMAH!gazine #1


La felicità può essere di carne.
Di pelle appena – corpo senza volto né testa, ma con la bocca enorme
e molte braccia, seni, coscia, gamba muscolosa, clavicola,
scapola, ventre liscio teso peloso nel posto giusto del sesso
e in più l’odore deciso, penetrante dell’ascella, dell’inguine, del piede
che arriva tutto assieme, di colpo o poco a poco, frammentato.

Armando Freitas Filho

Per un edonismo oltre il portale.
C’è chi si guarda l’ombelico e dal quel particolare punto di vista, lievemente tondeggiante e ventrale, esamina il mondo e lo rappresenta. C’è chi, nell’epoca della sfuggevole condizione dei punti di vista, disseminati, prolifici, di “pensiero debole” derivazione, preferisce l’inguine. Da questo angolo visivo le cose assumono a volte tratti espressionistici: chi cerca immagini e parole ponendosi più in basso dell’ombelico si ritrova ad avere una miopia che sfuoca i contorni, li rende a volte irregolari, mira spesso al guardarsi allo specchio trasformati. Un altro orecchio, un altro volto, meno realistico, le facce perdono i dettagli, ma al contempo aumentano di visibilità. La carne si fa carne, il vino, vino. Pare quindi naturale che dalla rarefazione della presenza in rete, inguine.net si sia tramutato in carta ed abbia acquisito molecole. Il passaggio e la metamorfosi non paiono averne mutato i cromosomi, semplicemente ne hanno arricchito il DNA.

Il mondo tumultuoso e maligno dell’underground ne esce con una fisionomia diversa, racchiusa nelle pagine della rivista e non più nel tempo arbitrario e personalmente controllato della visione sullo schermo. La rivista entra nei nostri cessi, ci fa compagnia sulla tazza, nel treno, nel tempo vuoto e di libertà che ci concediamo. Avevamo bisogno di questo sguardo? Il panico della scelta nel vortice cartaceo trangugiato da librerie, fumetterie, edicole…a questo si aggiungono questi fogli. Anch’essi votati al vortice, al panico, alla dispersione, ma anche alla scelta. Altro che crocicchio di Ercole al bivio. La scelta nella carta stampata esiste innanzitutto all’origine, al suo farsi. Essa, essendo materiale costoso, non ammette tentennamenti, impone scelta nel cammino, nel rinnovarsi: l’edonismo del tocco feticista della rivista stampata impone di selezionare. In base al mercato, in base alla correttezza politica, in base al piacere. In questo caso al piacere dell’inguine, che essendo un’articolazione bassa seleziona dal basso, ma tenendo conto del suo gusto.

Arbitrario, discutibile, angolo visivo dolente, passivo di ernia.

Elettra Stamboulis

inguineMAH!gazine 01 anno1 2003
Direttore Artistico: Gianluca Costantini
Redazione: Paper Resistance, Marco Lobietti, Elettra Stamboulis
Grafica: inguine.net
WebDesign: Manfred Regen
info: inguine@email.it
http://www.inguine.net
In collaborazione con Associazione Culturale Mirada.
Hanno collaborato a questo numero: Mimmo Manes/www.ubq.it, Jacklamotta, Aleksandar Zograf, Ale Staffa, Marco Antonini, Miguel Brieva, Julie Doucet, Giovanni Barbieri, Blu, Arrington De Dionyso.

Traduzione Aleksandar Zograf: Giuditta De Concini.

Lettering Aleksandar Zograf: Lorena Rubbiani.

Ringraziamenti: Igor Prassel, Network No War in Iraq, Design Radar, AgitPop, Carlo Branzaglia, 72dpiZine, Omar Martini, Nowhere.it, Francesco Satta, Alessandra Donato, Lisa Pancaldi, Paola Bartoli, Flavio Boretti, Daniele Movarelli, ArtLab.

Diritti.
I fumetti sono copyright degli autori. E’ vietata ogni riproduzione senza il loro consenso, salvo che per uso giornalistico-informativo.

L’edizione è copyright InguinePress.
Copertina: Paper Resistance.
Quarta di copertina: Gianluca Costantini.

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I fumetti di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 13th, 2011

Sel Service | Men’s Health | Zapping | Disney World

La prima volta di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 7th, 2011

Spegni – spegni – ti prego!!
È scritto accanto ad un graffito sul ponte di via Stalingrado. Qualcuno con le mani in testa che grida “spegni-spegni” sui muri di una delle principali vie d’ingresso nel cuore di Bologna. Quel “pezzo” era troppo diverso da quanto visto prima. Da quanto visto lí come altrove. Era la rappresentazione [...]

inguineMAH!gazine #5
May 5th, 2011

È nel momento in cui le realtà svaniscono che si esercita appieno il talento dell’uomo di accontentarsi di belle parole.
Scomparsa Roma, il suo fantasma ha avuto vita dura.

leave your fingerprint | inguineMAH!gazine #1
May 5th, 2011

gli individui hanno una dignità da rispettare e allora perchè vuoi metterti ai confini dei clandestini poveri destini e marchiarli, cercarli bloccarli se sono extra ma che è extra extra da cosa, perchè, extra da te ma non da altri la vita è nata in africa e allora siamo tutti extra ed eravamo albanesi, nigeriani, marocchini e non impariamo mai dalla storia \\leave your fingerprint

inguineMAH!gazine #4
April 29th, 2011

Che cosa significa avere un punto di vista? Posizionarsi e guardare con un binocolo sfocato oppure mirare al cuore? La visionarietà si scontra con l’assenza di visione, con la parcellizzazione implosiva di miriadi di immagini del partito unico della visione. Abbandoniamo la ricerca delle radici per un numero per intersecare quali sono i binocoli usati per le visioni a fumetti di autori diversi, per geografia, immaginario, riferimenti. L’implosione esiste, non c’è dubbio: proviamo a fermarla un momento e vedere che cosa l’alimenta. La soggettività del punto di vista seduce, senza dubbio, ci conforta e allo stesso tempo è spaesante.

Arrington De Dionyso- immagini | inguineMAH!gazine #1
April 28th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Fra pop e underground, il fumetto nell’era di Internet
April 27th, 2011

Nato nell’ultimo decennio dell’Ottocento come appendice per lo più domenicale dei quotidiani, il fumetto ha saputo ben presto conquistarsi una sua autonomia editoriale. Ma non è del fumetto classico che qui vogliamo occuparci, quanto di quello sotterraneo, underground, che sberleffa quello ufficiale, o che comunque ad esso si pone come alternativa.

Arrington De Dionyso | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

“Quando dipingo, lo faccio sotto dettatura. Cerco di non permettere al mio cervello di parlare troppo, ma di ricevere solo l’ispirazione. Le visioni si manifestano spontaneamente. A volte appare un archetipo familiare: sirene, coccodrilli o un simbolo dei Tarocchi. Disegnare mi dà conforto spirituale. C’è anche una rappresentazione sacra messa in scena da personaggi sciamanici. sto illustrando un mito personale, per guarire il mondo infermo.”

Dinero di Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Miguel Brieva viene da Siviglia.
Divide la sua vita tra la città d’origine e Madrid.
Che lui faccia fumetti va da sè. La maniera in cui li faccia, no però.
Solitamente le sue storie cominciano e finiscono in una pagina. I suoi baloon li contate sulle dita di una mano mentre fumate una sigaretta. Alloggiano comodamente sopra flash illustrati. Subliminali. Mentre vi vedete la vita scorrere sotto gli occhi.

L’autore sconosciuto di AlePop | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
AlePop

Staffa, uno che gli girano le balle. | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

E cosí, anche Staffa è arrivato al terzo fottuto millennio. Se lo merita. Oggi i suoi fumetti non sembrano più fuori tempo. E la sua cattiveria è l’unico antidoto ai giannimorandi e robertobenigni che buoneggiano ovunque, nuovi santini dell’era mediatica.

Sonic Comic di Julie Doucet | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Julie Doucet

Zinorama | Angoulême 2007
April 27th, 2011

Festival International de la Bande Dessinée d’Aungulême
http://www.bdangouleme.com

INGUINE@COX | 2005
April 27th, 2011

INGUINE@COX Venerdì 21|5
Dalle 22.30 serata di chiacchere informali, mostre collettive e tecnologia spiccia
PRESENT AZIONE INGUINE MAH!GAZINE#3

Julie Doucet – intervista | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Julie Doucet è nata nel 1965 nel Quèbec francofono. Ex-fumettista, ha vissuto a Montreal, New York, Seattle e Berlino. Attualmente vive in Canada. Nel 1991 ha vinto l’Harvey Award come miglior nuovo talento e ha pubblicato sulle più importanti riviste del settore tra cui “Weirdo”, la rivista curata da Robert Crumb. Ha pubblicato su talmente tante pubblicazioni che non abbiamo lo spazio per nominarle tutte, quindi non ne citiamo nessuna.

Resistenza cartacea. | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Mi piace immaginare Paper Resistance come un mite e bonario cazzone alla Diego de la Vega che, smessi i panni quotidiani, s’inguaina nei neri abiti di Zorro, incidendo le pance dell’autorità con grosse zeta derisorie. Ma Paper Resistance, più che una persona, è un progetto di comunicazione di massa. Tanto sottile, trasversale e pop da finire probabilmente sulle t-shirt degli sbarbini. Magari capiterà anche in tv, ovviamente frainteso, ma difficilmente snaturato.

Macchina Suprema parte 1 di Giovanni Barbieri e Gianluca Costantini | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Giovanni Barbieri & Gianluca Costantini

Ecco a voi Macchina Suprema | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Gianluca Costantini, come ormai universalmente riconosciuto, è pazzo.
Venne da me, una sera di qualche anno fa, con una grande cartella nera sotto braccio, zeppa di disegni.
Erano tavole a fumetti, senza testo e senza uno scopo preciso: frammenti e sequenze accostati arbitrariamente.
In tutto, dodici pagine di segni impazziti e capricciosi ghirigori. Una splendida pazzia.
Gianluca è così: [...]

NOWAR | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

NO WAR – Piccolo Network Contro La Guerra
Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
http://nowar.kyuzz.org | nowar-info@kyuzz.org

Koder di Aleksandar Zograf | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Traduzione: Giuditta De Concini
Lettering: Lorena Rubbiani
Aleksandar Zograf

Un autore non è la sua nazione | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Zograf è quello di cui si è parlato molto perché è serbo. Quando c’è stata la guerra dei Balcani, lui ha raccontato il suo punto di vista con i fumetti, lettere ed e-mail.
Ma sbaglia chi pensa che sia tutto qui.
Zograf è un autore, cioè uno che ha qualcosa da dire. Usa il linguaggio del fumetto [...]

inguineMAH!gazine #3
April 22nd, 2011

L’uomo è un vertebrato e ha un’anima immortale, nonché una patria, perché non diventi troppo spavaldo…Ogni uomo ha un fegato, una milza, dei polmoni e una bandiera; tutti e quattro questi organi sono di importanza vitale. Pare esistano uomini senza fegato, senza milza e un solo polmone; non esistono uomini senza bandiera…Per il resto l’uomo è un animale che bussa alla porta, fa cattiva musica, e lascia abbaiare il cane. Qualche volta se ne sta anche tranquillo, ma allora è morto.

inguineMAH!gazine #2
April 22nd, 2011

C’è anche il silenzio di chi striscia nascondendosi nei buoi per saltare addosso a uno per strangolarlo.
C’è il silenzio dei mafiosi che nei paesi e nelle città tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di quei politici che nelle nazioni e nei continenti tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di chi odiando aspetta il momento per colpire.
Il silenzio di chi cerca di “ammazzare il tempo” fumando o leggendo fumetti fessi.
E c’è il silenzio in cui si guardano e si vedono per la prima volta la mamma e il bambino che ha in braccio.

inguineMAH!gazine #1
April 22nd, 2011

La felicità può essere di carne.
Di pelle appena – corpo senza volto né testa, ma con la bocca enorme
e molte braccia, seni, coscia, gamba muscolosa, clavicola,
scapola, ventre liscio teso peloso nel posto giusto del sesso
e in più l’odore deciso, penetrante dell’ascella, dell’inguine, del piede
che arriva tutto assieme, di colpo o poco a poco, frammentato.
Armando Freitas Filho