Fra pop e underground, il fumetto nell’era di Internet

Articolo e intervista pubblicato su Questo Trentino
di Duccio Dogheria

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Nato nell’ultimo decennio dell’Ottocento come appendice per lo più domenicale dei quotidiani, il fumetto ha saputo ben presto conquistarsi una sua autonomia editoriale. Ma non è del fumetto classico che qui vogliamo occuparci, quanto di quello sotterraneo, underground, che sberleffa quello ufficiale, o che comunque ad esso si pone come alternativa.

Se la stagione d’oro del fumetto alternativo sono gli anni Sessanta e Settanta (soprattutto con Clay Wilson, Robert Crumb e Gilbert Shelton, autore dei Freak Brothers), antecedenti illustri sono senz’altro i cosiddetti “dirty comics”, venduti ai bordi delle strade dai primi anni Trenta. Queste strisce erano fantasiose parodie sacrileghe delle icone del fumetto del tempo. I protagonisti, da Topolino a Batman, da Betty Boop a Braccio di Ferro – ma anche personaggi politici e divi del cinema – si sbizzarrivano in short adventures a carattere esplicitamente sessuale, lasciando inalterata (e da qui il conseguente spiazzamento) la veste grafica dei personaggi.

Anche in Italia il fumetto underground ebbe svariati protagonisti, da Matteo Guarnaccia a Max Capa, per non parlare dell’Officina Frigidaire della quale già ci siamo occupati tempo fa.

Il fronte odierno si presenta assai convulso e parcellizzato. Svariato e variegato appare infatti questo particolare genere editoriale che vive tra circuiti librari alternativi e le sempre più diffuse fiere del fumetto, per non parlare di chi ha oltrepassato la barriera cartacea per passare nell’immateriale di Internet. Tra le riviste più sperimentali e radicali italiane ricordiamo Torazine (sottotitolato “Capsule policrome di controcultura pop”), anche se in essa il fumetto ha un ruolo più che altro marginale, comunque saldo su un immaginario totalmente pop.

Un illustre nome del fumetto alternativo contemporaneo è invece l’artista spagnolo Miguel Angel Martin, noto soprattutto per Brian the Brain, edito in Italia dalla Topolin edizioni. Derive assolutamente assurde e cariche di humour noir sono invece le vicende minimali create dal duo Maicol & Mirco e pubblicate dalla “Fummo Produzioni” (simbolo uno scheletro): violenza, mutilazioni, perversioni spesso estreme sono narrate con assoluta brevità ed immediatezza e soprattutto con un tratto ingenuo ed infantile, quasi fossero scarabocchi di un poppante.

Un fumetto sperimentale nella grafica quanto nei contenuti è Odrillo (Multimage edizioni), il cui numero 12 è un adrenalinico speciale ideato da Roberto “Freak” Antoni, leader degli Skiantos, dedicato all’ex cardinale catto-integralista di Bologna Giacomo Biffi, con tanto di CD con colonna sonora in omaggio…

Fra tutti, il progetto editoriale che più ci ha convinto – più per l’apertura pluridisciplinare che per il fumetto in sé – è però Inguine. Rivista di fumetti (edita dalla Coniglio), sito Internet, mostre & eventi, Inguine è un vero e proprio processo multimedia che ha trovato nel web un fondamentale strumento per creare rete, diffondere e proporre progetti, organizzare incontri e momenti ludico-creativi. All’innovazione unisce però la tradizione del mezzo cartaceo, insostituibile. Di tutto questo abbiamo parlato con Gianluca Costantini, uno dei suoi creatori

Come è nato il progetto Inguine?

“Il gruppo è stato fondato nel 2001 dando vita al sito web www.inguine.net. E’ composto, oltre che da me, da Marco Lobietti, Alessandro Micheli e Vanni Brusadin (che poi si è dedicato esclusivamente alla Net-Art). Prima di questo io facevo il disegnatore di fumetti, che continuo a fare, Marco Lobietti il web-designer che continua a fare, Alessandro si guardava attorno, e Vanni faceva l’università”.

Dal fumetto al web, andata e ritorno. Nostalgia del supporto cartaceo, ricerca in più direzioni, o cos’altro?

“Nessuna nostalgia: il medium carta è molto diverso dal web e ci piace affrontarlo; comunque l’Inguine su carta è molto diverso da quello della rete. E ci piace soprattutto l’odore della carta…”.

Cosa differenzia principalmente Inguine da una rivista di fumetti da edicola, con alte tirature?

“Inguine non è diversa dalle altre riviste da edicola, che poi in questo momento non esistono. La tiratura non c’entra nulla, a noi manca solo la forza economica di andare in edicola e sarebbe uguale”.

Dal fumetto alla multimedialità. Quale il rapporto con happenings, videoarte, manifestazioni, mostre, musica?

“Noi pensiamo che chi si chiude in una sola arte, in questo momento, è uno stupido, nel senso che non si può stare tutto il giorno a disegnare fumetti: è troppo noioso. Nella rivista pubblichiamo fumettisti, illustratori, writer, web designer, posterArt ed altro ancora, perché crediamo che appartengano ad un unico immaginario. E quindi non solo la mostra classica, ma proiezioni e performance multimediali per divertire soprattutto. Il mondo del fumetto e pieno di nerds noiosi e antipatici, mentre a noi piace far divertire la gente”.

Una cosa che ho apprezzato nei fumetti e nei disegni che proponete è l’assenza di quella esasperata centralità sessuale facile e spesso scontata comune a molti comics underground. Casualità o scelta editoriale?

“Direi casualità, oppure una comune sensibilità, ma non una scelta a priori. Molti di questi fumetti che dici sono interessanti e graficamente bellissimi. E comunque penso che sia più che altro un immaginario del comics underground americano degli anni passati”.

La maggior parte dei fumetti presenti su Inguine sono brevi storie di poche pagine. Ci sono difficoltà nel reperire lavori di qualità dalle narrazioni più complesse?

“No, il fatto è che abbiamo poche pagine; le uniche due storie lunghe che abbiamo sono “Macchina Suprema” (mia e di Giovanni Barbieri) e “Bosnian Flat Dog” di Max Andersson & Lars Sjunnesson, che vengono pubblicate a puntate. Per riuscire a dare un po’ più di visibilità ai lavori dell’underground internazionale pubblichiamo storie brevi, cercando però sempre di introdurle con testi che le contestualizzano”.

Se alcuni fumettisti legati ad Inguine presentano lavori gustosamente assurdi, altri propongono lavori più impegnati. In tal senso, quali le cose meglio riuscite?

“Le cose più riuscite in rete sono state il progetto Joe Sacco, quello Deus Irae e adesso il progetto Kufia -100 matite per la Palestina. Il nostro sguardo è su tutti e due i tipi, l’assurdo e l’impegnato; comunque ultimamente, visto come va il mondo, preferiamo parlare di quello che accade. Come l’ultimo numero della rivista, dedicato all’immaginario americano”.

Gli artisti che compaiono su Inguine provengono tutti dal mondo del fumetto o anche da altri ambiti?

“Siamo aperti a più generi, dal writing al graffito, dal fumetto alla street art in generale. Di tutti questi ambiti ci interessano però solo i lavori più stravaganti e particolari; non ci saranno mai opere di un graffitista classico, ma solo dei più originali (è il caso di Blu, ospitato nel primo numero di Inguine), e lo stesso vale anche per gli altri generi visivi”.

Assieme ad artisti italiani, Inguine ospita artisti da ogni parte del mondo. Da quello che avete potuto vedere, il fumetto underground contemporaneo adotta un linguaggio globale o persistono connotazioni stilistiche locali, tradizionali, popolaresche?

“Il fumetto underground non adotta nessuno linguaggio globale, ognuno si rifà per lo più alla tradizione del proprio paese, soprattutto in area balcanica. A questo proposito, nel 2002 abbiamo prodotto un video sui disegnatori dell’Est Europa assieme all’Associazione Mirada, www.mirada.it, mentre nel primo numero di Inguine abbiamo ospitato un lavoro del serbo Aleksandar Zograf dedicato a un poeta d’avanguardia di quel paese”.

Che progetti avete per il futuro?

“E’ in preparazione il numero 4 di Inguine, inoltre stiamo progettando uno speciale su Benito Mussolini e il fascismo in Italia.

Quanto al sito, siamo un po’ fermi, ma presto avvieremo nuovi progetti. Una cosa che partirà in questi giorni è un vero e proprio mercatino on line dell’underground cartaceo”.

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Zinorama | Angoulême 2007

Festival International de la Bande Dessinée d’Aungulême
http://www.bdangouleme.com

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I fumetti di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 13th, 2011

Sel Service | Men’s Health | Zapping | Disney World

La prima volta di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 7th, 2011

Spegni – spegni – ti prego!!
È scritto accanto ad un graffito sul ponte di via Stalingrado. Qualcuno con le mani in testa che grida “spegni-spegni” sui muri di una delle principali vie d’ingresso nel cuore di Bologna. Quel “pezzo” era troppo diverso da quanto visto prima. Da quanto visto lí come altrove. Era la rappresentazione [...]

inguineMAH!gazine #5
May 5th, 2011

È nel momento in cui le realtà svaniscono che si esercita appieno il talento dell’uomo di accontentarsi di belle parole.
Scomparsa Roma, il suo fantasma ha avuto vita dura.

leave your fingerprint | inguineMAH!gazine #1
May 5th, 2011

gli individui hanno una dignità da rispettare e allora perchè vuoi metterti ai confini dei clandestini poveri destini e marchiarli, cercarli bloccarli se sono extra ma che è extra extra da cosa, perchè, extra da te ma non da altri la vita è nata in africa e allora siamo tutti extra ed eravamo albanesi, nigeriani, marocchini e non impariamo mai dalla storia \\leave your fingerprint

inguineMAH!gazine #4
April 29th, 2011

Che cosa significa avere un punto di vista? Posizionarsi e guardare con un binocolo sfocato oppure mirare al cuore? La visionarietà si scontra con l’assenza di visione, con la parcellizzazione implosiva di miriadi di immagini del partito unico della visione. Abbandoniamo la ricerca delle radici per un numero per intersecare quali sono i binocoli usati per le visioni a fumetti di autori diversi, per geografia, immaginario, riferimenti. L’implosione esiste, non c’è dubbio: proviamo a fermarla un momento e vedere che cosa l’alimenta. La soggettività del punto di vista seduce, senza dubbio, ci conforta e allo stesso tempo è spaesante.

Arrington De Dionyso- immagini | inguineMAH!gazine #1
April 28th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Fra pop e underground, il fumetto nell’era di Internet
April 27th, 2011

Nato nell’ultimo decennio dell’Ottocento come appendice per lo più domenicale dei quotidiani, il fumetto ha saputo ben presto conquistarsi una sua autonomia editoriale. Ma non è del fumetto classico che qui vogliamo occuparci, quanto di quello sotterraneo, underground, che sberleffa quello ufficiale, o che comunque ad esso si pone come alternativa.

Arrington De Dionyso | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

“Quando dipingo, lo faccio sotto dettatura. Cerco di non permettere al mio cervello di parlare troppo, ma di ricevere solo l’ispirazione. Le visioni si manifestano spontaneamente. A volte appare un archetipo familiare: sirene, coccodrilli o un simbolo dei Tarocchi. Disegnare mi dà conforto spirituale. C’è anche una rappresentazione sacra messa in scena da personaggi sciamanici. sto illustrando un mito personale, per guarire il mondo infermo.”

Dinero di Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Miguel Brieva viene da Siviglia.
Divide la sua vita tra la città d’origine e Madrid.
Che lui faccia fumetti va da sè. La maniera in cui li faccia, no però.
Solitamente le sue storie cominciano e finiscono in una pagina. I suoi baloon li contate sulle dita di una mano mentre fumate una sigaretta. Alloggiano comodamente sopra flash illustrati. Subliminali. Mentre vi vedete la vita scorrere sotto gli occhi.

L’autore sconosciuto di AlePop | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
AlePop

Staffa, uno che gli girano le balle. | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

E cosí, anche Staffa è arrivato al terzo fottuto millennio. Se lo merita. Oggi i suoi fumetti non sembrano più fuori tempo. E la sua cattiveria è l’unico antidoto ai giannimorandi e robertobenigni che buoneggiano ovunque, nuovi santini dell’era mediatica.

Sonic Comic di Julie Doucet | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Julie Doucet

Zinorama | Angoulême 2007
April 27th, 2011

Festival International de la Bande Dessinée d’Aungulême
http://www.bdangouleme.com

INGUINE@COX | 2005
April 27th, 2011

INGUINE@COX Venerdì 21|5
Dalle 22.30 serata di chiacchere informali, mostre collettive e tecnologia spiccia
PRESENT AZIONE INGUINE MAH!GAZINE#3

Julie Doucet – intervista | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Julie Doucet è nata nel 1965 nel Quèbec francofono. Ex-fumettista, ha vissuto a Montreal, New York, Seattle e Berlino. Attualmente vive in Canada. Nel 1991 ha vinto l’Harvey Award come miglior nuovo talento e ha pubblicato sulle più importanti riviste del settore tra cui “Weirdo”, la rivista curata da Robert Crumb. Ha pubblicato su talmente tante pubblicazioni che non abbiamo lo spazio per nominarle tutte, quindi non ne citiamo nessuna.

Resistenza cartacea. | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Mi piace immaginare Paper Resistance come un mite e bonario cazzone alla Diego de la Vega che, smessi i panni quotidiani, s’inguaina nei neri abiti di Zorro, incidendo le pance dell’autorità con grosse zeta derisorie. Ma Paper Resistance, più che una persona, è un progetto di comunicazione di massa. Tanto sottile, trasversale e pop da finire probabilmente sulle t-shirt degli sbarbini. Magari capiterà anche in tv, ovviamente frainteso, ma difficilmente snaturato.

Macchina Suprema parte 1 di Giovanni Barbieri e Gianluca Costantini | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Giovanni Barbieri & Gianluca Costantini

Ecco a voi Macchina Suprema | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Gianluca Costantini, come ormai universalmente riconosciuto, è pazzo.
Venne da me, una sera di qualche anno fa, con una grande cartella nera sotto braccio, zeppa di disegni.
Erano tavole a fumetti, senza testo e senza uno scopo preciso: frammenti e sequenze accostati arbitrariamente.
In tutto, dodici pagine di segni impazziti e capricciosi ghirigori. Una splendida pazzia.
Gianluca è così: [...]

NOWAR | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

NO WAR – Piccolo Network Contro La Guerra
Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
http://nowar.kyuzz.org | nowar-info@kyuzz.org

Koder di Aleksandar Zograf | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Traduzione: Giuditta De Concini
Lettering: Lorena Rubbiani
Aleksandar Zograf

Un autore non è la sua nazione | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Zograf è quello di cui si è parlato molto perché è serbo. Quando c’è stata la guerra dei Balcani, lui ha raccontato il suo punto di vista con i fumetti, lettere ed e-mail.
Ma sbaglia chi pensa che sia tutto qui.
Zograf è un autore, cioè uno che ha qualcosa da dire. Usa il linguaggio del fumetto [...]

inguineMAH!gazine #3
April 22nd, 2011

L’uomo è un vertebrato e ha un’anima immortale, nonché una patria, perché non diventi troppo spavaldo…Ogni uomo ha un fegato, una milza, dei polmoni e una bandiera; tutti e quattro questi organi sono di importanza vitale. Pare esistano uomini senza fegato, senza milza e un solo polmone; non esistono uomini senza bandiera…Per il resto l’uomo è un animale che bussa alla porta, fa cattiva musica, e lascia abbaiare il cane. Qualche volta se ne sta anche tranquillo, ma allora è morto.

inguineMAH!gazine #2
April 22nd, 2011

C’è anche il silenzio di chi striscia nascondendosi nei buoi per saltare addosso a uno per strangolarlo.
C’è il silenzio dei mafiosi che nei paesi e nelle città tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di quei politici che nelle nazioni e nei continenti tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di chi odiando aspetta il momento per colpire.
Il silenzio di chi cerca di “ammazzare il tempo” fumando o leggendo fumetti fessi.
E c’è il silenzio in cui si guardano e si vedono per la prima volta la mamma e il bambino che ha in braccio.

inguineMAH!gazine #1
April 22nd, 2011

La felicità può essere di carne.
Di pelle appena – corpo senza volto né testa, ma con la bocca enorme
e molte braccia, seni, coscia, gamba muscolosa, clavicola,
scapola, ventre liscio teso peloso nel posto giusto del sesso
e in più l’odore deciso, penetrante dell’ascella, dell’inguine, del piede
che arriva tutto assieme, di colpo o poco a poco, frammentato.
Armando Freitas Filho