Staffa, uno che gli girano le balle. | inguineMAH!gazine #1

E cosí, anche Staffa è arrivato al terzo fottuto millennio. Se lo merita. Oggi i suoi fumetti non sembrano più fuori tempo. E la sua cattiveria è l’unico antidoto ai giannimorandi e robertobenigni che buoneggiano ovunque, nuovi santini dell’era mediatica.
Staffa è sempre stato incazzato. Non che i motivi manchino, per carità. Ma noi ci abituiamo ai cialtroni, all’ingiustizia, all’incoerenza e al pressapochismo. Ci siamo abituati, come al ticchettio dell’orologio.
Spesso ci lamentiamo dei mali del mondo, ma è più che altro per accodarci al coro lagnante dell’italiano medio. Anche in questo, siamo conformisti.
Staffa invece usa l’incazzatura per creare storie a fumetti che irridono a tutto e a tutti, lui incluso.
Non fa parte di un gruppo o di una “scuola”, non ha riserve di caccia: le sue prede sono a destra e a sinistra, fra i borghesi e gli alternativi. Una salutare lucidità gli impedisce di avere la mira offuscata. Crocifigge gergo, vezzi, abbigliamenti e modi di pensare con sguaiata arguzia e volgarità, mettendo a nudo la patetica umanità delle sue vittime. E lo fa attraverso un linguaggio grafico molto personale. I suoi disegni si riconoscono a prima vista. La sua è una semplicità che arriva da lontano, e che in Italia, patria del bel disegno, ha sempre incontrato diffidenza se non aperta ostilità.
Un po’ come Staffa stesso, incazzato girovago nato e cresciuto controcorrente.
Non credo che stia comodo, lí dove sta. Però, egoisticamente, spero che ci rimanga.

L’anemico (Giovanni Barbieri)

Tag: