Arrington De Dionyso- immagini | inguineMAH!gazine #1

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Arrington De Dionyso

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Arrington De Dionyso | inguineMAH!gazine #1

“Quando dipingo, lo faccio sotto dettatura. Cerco di non permettere al mio cervello di parlare troppo, ma di ricevere solo l’ispirazione. Le visioni si manifestano spontaneamente. A volte appare un archetipo familiare: sirene, coccodrilli o un simbolo dei Tarocchi. Disegnare mi dà conforto spirituale. C’è anche una rappresentazione sacra messa in scena da personaggi sciamanici. sto illustrando un mito personale, per guarire il mondo infermo.”

L’arte e la musica di Arrington de Dionyso, chitarra, sax, clarinetto e voce del combo blues-punk Old Time Relijun, sono per l’artista un tutt’uno indivisibile. Nelle sue spartane ed immediate illustrazioni a biro, Arrington sfoga gli stessi istinti primordiali della sua musica, cacofonico ensemble di istanze blues, nichilismi assortiti, reale incapacità tecnica e urgenze espressivo/espressioniste figlie della coppia Beat Happening – Captain Beefheart. La musica di De Dionyso e soci, comunque, ha saputo togliersi per tempo dal cono d’ombra degli illustri modelli, sviluppando il proprio lessico di eccessi e sregolatezze in modo autonomo e connettendosi in modo quanto mai stretto con l’assurdo immaginario del leader. Il risultato é tutto fra i solchi dei loro dischi, testimoni titolo dopo titolo di una maturazione lenta ed inesorabile, che ha portato la sgangherata band di Olympia ad un notevole e probabilmente inatteso successo, soprattutto in Europa ed in particolar modo in Italia, omaggiata con una delle loro più belle canzoni: quella “Carcerato”, che lo stesso DeDyoniso ha dichiarato ispirata alle anime perdute dell’inferno dantesco. Il testo di “Carcerato” (dall’EP “La sirena de pecera”, K rec. 1999) é perfetto per inquadrare l’immaginario Dionysiaco: ispirata da un sogno della madre, la canzone snocciola l’una dopo l’altra visioni e sensazioni eccessive, incongrue e surreali di un (presumo) detenuto in fase introspettiva. Passato, presente e futuro si mescolano ai rimpianti e ai desideri di un uomo folle e braccato più da se stesso che dalla società. Il “racconto” si sgretola in una narrazione da trance ipnotica, priva di filo conduttore e densa di contraddizioni interne. Il mondo pulsante ed autogenerativo dei suoi disegni, quindi, non può che rispecchiare questo immaginario contorto e autoipnotico. Il bello é che, grazie alla naturale immediatezza delle mezzo espressivo, le immagini i personaggi e le situazioni assumono sulla carta una maggiore definizione. Streghe, Coccodrilli, Lupi, Fauni e Tarocchi escono dall’ombra e dalle ambiguità della parola parlata e si bagnano nella concretezza dell’inchiostro per rivelarsi in tutta la loro carica fisica. Il risultato é affascinante: i grovigli di inchiostro gridano e sussurrano, magici cespugli dagli scandalosi frutti in cui tutto é possibile, ogni cosa può essere e divenire al contempo.
De Dionyso ha una notevole facilità a parlare del rapporto che intercorre fra musica e disegno nel suo fare arte, la consequenzialità delle due forme espressive é per lui del tutto ovvia, e non fatichiamo a crederlo. Molto interessante, a proposito, un suo “artist’s statement” elaborato per i testi della collettiva “rock>action” e mai utilizzato per motivi
di spazio:

“Non c’é separazione fra i miei disegni e la mia musica. Entrambi nascono dall’improvvisazione che decostruisce gli archetipi dello spirito creativo e la ricerca dello spirito umano. La mia arte é l’onesta illustrazione dei giardini e dei campi di battaglia dentro me, in questi disegni elementi di grazia ed estaticità coesistono con altri di tortura e prigionia. Musicalmente, é lo stesso – suoni brutti e suoni sensuali giustapposti in tensione erotica. Ho iniziato a disegnare draghi, lupi, leoni e coccodrilli appena sono stato in grado di tenere una penna in mano, nei miei lavori lascio che nell’eterna lotta fra uomini e mostri siano i mostri a vincere. Lasciarli vincere nel surreale concede all’uomo una possibilità di vittoria nel combattimento del reale.”
Un’artista capace di “fare tanto con poco” in puro stile DoItYourself, quindi, ma anche in grado di approfondire e rielaborare in maniera curiosamente sofisticata le possibilità di questa involontaria vena naif.

| Marco Antonini |

Rubrica “Fumo nelle orecchie” Comix & Immagini per timpani esigenti
Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

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inguineMAH!gazine #1


La felicità può essere di carne.
Di pelle appena – corpo senza volto né testa, ma con la bocca enorme
e molte braccia, seni, coscia, gamba muscolosa, clavicola,
scapola, ventre liscio teso peloso nel posto giusto del sesso
e in più l’odore deciso, penetrante dell’ascella, dell’inguine, del piede
che arriva tutto assieme, di colpo o poco a poco, frammentato.

Armando Freitas Filho

Per un edonismo oltre il portale.
C’è chi si guarda l’ombelico e dal quel particolare punto di vista, lievemente tondeggiante e ventrale, esamina il mondo e lo rappresenta. C’è chi, nell’epoca della sfuggevole condizione dei punti di vista, disseminati, prolifici, di “pensiero debole” derivazione, preferisce l’inguine. Da questo angolo visivo le cose assumono a volte tratti espressionistici: chi cerca immagini e parole ponendosi più in basso dell’ombelico si ritrova ad avere una miopia che sfuoca i contorni, li rende a volte irregolari, mira spesso al guardarsi allo specchio trasformati. Un altro orecchio, un altro volto, meno realistico, le facce perdono i dettagli, ma al contempo aumentano di visibilità. La carne si fa carne, il vino, vino. Pare quindi naturale che dalla rarefazione della presenza in rete, inguine.net si sia tramutato in carta ed abbia acquisito molecole. Il passaggio e la metamorfosi non paiono averne mutato i cromosomi, semplicemente ne hanno arricchito il DNA.

Il mondo tumultuoso e maligno dell’underground ne esce con una fisionomia diversa, racchiusa nelle pagine della rivista e non più nel tempo arbitrario e personalmente controllato della visione sullo schermo. La rivista entra nei nostri cessi, ci fa compagnia sulla tazza, nel treno, nel tempo vuoto e di libertà che ci concediamo. Avevamo bisogno di questo sguardo? Il panico della scelta nel vortice cartaceo trangugiato da librerie, fumetterie, edicole…a questo si aggiungono questi fogli. Anch’essi votati al vortice, al panico, alla dispersione, ma anche alla scelta. Altro che crocicchio di Ercole al bivio. La scelta nella carta stampata esiste innanzitutto all’origine, al suo farsi. Essa, essendo materiale costoso, non ammette tentennamenti, impone scelta nel cammino, nel rinnovarsi: l’edonismo del tocco feticista della rivista stampata impone di selezionare. In base al mercato, in base alla correttezza politica, in base al piacere. In questo caso al piacere dell’inguine, che essendo un’articolazione bassa seleziona dal basso, ma tenendo conto del suo gusto.

Arbitrario, discutibile, angolo visivo dolente, passivo di ernia.

Elettra Stamboulis

inguineMAH!gazine 01 anno1 2003
Direttore Artistico: Gianluca Costantini
Redazione: Paper Resistance, Marco Lobietti, Elettra Stamboulis
Grafica: inguine.net
WebDesign: Manfred Regen
info: inguine@email.it
http://www.inguine.net
In collaborazione con Associazione Culturale Mirada.
Hanno collaborato a questo numero: Mimmo Manes/www.ubq.it, Jacklamotta, Aleksandar Zograf, Ale Staffa, Marco Antonini, Miguel Brieva, Julie Doucet, Giovanni Barbieri, Blu, Arrington De Dionyso.

Traduzione Aleksandar Zograf: Giuditta De Concini.

Lettering Aleksandar Zograf: Lorena Rubbiani.

Ringraziamenti: Igor Prassel, Network No War in Iraq, Design Radar, AgitPop, Carlo Branzaglia, 72dpiZine, Omar Martini, Nowhere.it, Francesco Satta, Alessandra Donato, Lisa Pancaldi, Paola Bartoli, Flavio Boretti, Daniele Movarelli, ArtLab.

Diritti.
I fumetti sono copyright degli autori. E’ vietata ogni riproduzione senza il loro consenso, salvo che per uso giornalistico-informativo.

L’edizione è copyright InguinePress.
Copertina: Paper Resistance.
Quarta di copertina: Gianluca Costantini.

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I fumetti di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 13th, 2011

Sel Service | Men’s Health | Zapping | Disney World

La prima volta di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 7th, 2011

Spegni – spegni – ti prego!!
È scritto accanto ad un graffito sul ponte di via Stalingrado. Qualcuno con le mani in testa che grida “spegni-spegni” sui muri di una delle principali vie d’ingresso nel cuore di Bologna. Quel “pezzo” era troppo diverso da quanto visto prima. Da quanto visto lí come altrove. Era la rappresentazione [...]

inguineMAH!gazine #5
May 5th, 2011

È nel momento in cui le realtà svaniscono che si esercita appieno il talento dell’uomo di accontentarsi di belle parole.
Scomparsa Roma, il suo fantasma ha avuto vita dura.

leave your fingerprint | inguineMAH!gazine #1
May 5th, 2011

gli individui hanno una dignità da rispettare e allora perchè vuoi metterti ai confini dei clandestini poveri destini e marchiarli, cercarli bloccarli se sono extra ma che è extra extra da cosa, perchè, extra da te ma non da altri la vita è nata in africa e allora siamo tutti extra ed eravamo albanesi, nigeriani, marocchini e non impariamo mai dalla storia \\leave your fingerprint

inguineMAH!gazine #4
April 29th, 2011

Che cosa significa avere un punto di vista? Posizionarsi e guardare con un binocolo sfocato oppure mirare al cuore? La visionarietà si scontra con l’assenza di visione, con la parcellizzazione implosiva di miriadi di immagini del partito unico della visione. Abbandoniamo la ricerca delle radici per un numero per intersecare quali sono i binocoli usati per le visioni a fumetti di autori diversi, per geografia, immaginario, riferimenti. L’implosione esiste, non c’è dubbio: proviamo a fermarla un momento e vedere che cosa l’alimenta. La soggettività del punto di vista seduce, senza dubbio, ci conforta e allo stesso tempo è spaesante.

Arrington De Dionyso- immagini | inguineMAH!gazine #1
April 28th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Fra pop e underground, il fumetto nell’era di Internet
April 27th, 2011

Nato nell’ultimo decennio dell’Ottocento come appendice per lo più domenicale dei quotidiani, il fumetto ha saputo ben presto conquistarsi una sua autonomia editoriale. Ma non è del fumetto classico che qui vogliamo occuparci, quanto di quello sotterraneo, underground, che sberleffa quello ufficiale, o che comunque ad esso si pone come alternativa.

Arrington De Dionyso | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

“Quando dipingo, lo faccio sotto dettatura. Cerco di non permettere al mio cervello di parlare troppo, ma di ricevere solo l’ispirazione. Le visioni si manifestano spontaneamente. A volte appare un archetipo familiare: sirene, coccodrilli o un simbolo dei Tarocchi. Disegnare mi dà conforto spirituale. C’è anche una rappresentazione sacra messa in scena da personaggi sciamanici. sto illustrando un mito personale, per guarire il mondo infermo.”

Dinero di Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Miguel Brieva viene da Siviglia.
Divide la sua vita tra la città d’origine e Madrid.
Che lui faccia fumetti va da sè. La maniera in cui li faccia, no però.
Solitamente le sue storie cominciano e finiscono in una pagina. I suoi baloon li contate sulle dita di una mano mentre fumate una sigaretta. Alloggiano comodamente sopra flash illustrati. Subliminali. Mentre vi vedete la vita scorrere sotto gli occhi.

L’autore sconosciuto di AlePop | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
AlePop

Staffa, uno che gli girano le balle. | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

E cosí, anche Staffa è arrivato al terzo fottuto millennio. Se lo merita. Oggi i suoi fumetti non sembrano più fuori tempo. E la sua cattiveria è l’unico antidoto ai giannimorandi e robertobenigni che buoneggiano ovunque, nuovi santini dell’era mediatica.

Sonic Comic di Julie Doucet | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Julie Doucet

Zinorama | Angoulême 2007
April 27th, 2011

Festival International de la Bande Dessinée d’Aungulême
http://www.bdangouleme.com

INGUINE@COX | 2005
April 27th, 2011

INGUINE@COX Venerdì 21|5
Dalle 22.30 serata di chiacchere informali, mostre collettive e tecnologia spiccia
PRESENT AZIONE INGUINE MAH!GAZINE#3

Julie Doucet – intervista | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Julie Doucet è nata nel 1965 nel Quèbec francofono. Ex-fumettista, ha vissuto a Montreal, New York, Seattle e Berlino. Attualmente vive in Canada. Nel 1991 ha vinto l’Harvey Award come miglior nuovo talento e ha pubblicato sulle più importanti riviste del settore tra cui “Weirdo”, la rivista curata da Robert Crumb. Ha pubblicato su talmente tante pubblicazioni che non abbiamo lo spazio per nominarle tutte, quindi non ne citiamo nessuna.

Resistenza cartacea. | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Mi piace immaginare Paper Resistance come un mite e bonario cazzone alla Diego de la Vega che, smessi i panni quotidiani, s’inguaina nei neri abiti di Zorro, incidendo le pance dell’autorità con grosse zeta derisorie. Ma Paper Resistance, più che una persona, è un progetto di comunicazione di massa. Tanto sottile, trasversale e pop da finire probabilmente sulle t-shirt degli sbarbini. Magari capiterà anche in tv, ovviamente frainteso, ma difficilmente snaturato.

Macchina Suprema parte 1 di Giovanni Barbieri e Gianluca Costantini | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Giovanni Barbieri & Gianluca Costantini

Ecco a voi Macchina Suprema | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Gianluca Costantini, come ormai universalmente riconosciuto, è pazzo.
Venne da me, una sera di qualche anno fa, con una grande cartella nera sotto braccio, zeppa di disegni.
Erano tavole a fumetti, senza testo e senza uno scopo preciso: frammenti e sequenze accostati arbitrariamente.
In tutto, dodici pagine di segni impazziti e capricciosi ghirigori. Una splendida pazzia.
Gianluca è così: [...]

NOWAR | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

NO WAR – Piccolo Network Contro La Guerra
Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
http://nowar.kyuzz.org | nowar-info@kyuzz.org

Koder di Aleksandar Zograf | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Traduzione: Giuditta De Concini
Lettering: Lorena Rubbiani
Aleksandar Zograf

Un autore non è la sua nazione | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Zograf è quello di cui si è parlato molto perché è serbo. Quando c’è stata la guerra dei Balcani, lui ha raccontato il suo punto di vista con i fumetti, lettere ed e-mail.
Ma sbaglia chi pensa che sia tutto qui.
Zograf è un autore, cioè uno che ha qualcosa da dire. Usa il linguaggio del fumetto [...]

inguineMAH!gazine #3
April 22nd, 2011

L’uomo è un vertebrato e ha un’anima immortale, nonché una patria, perché non diventi troppo spavaldo…Ogni uomo ha un fegato, una milza, dei polmoni e una bandiera; tutti e quattro questi organi sono di importanza vitale. Pare esistano uomini senza fegato, senza milza e un solo polmone; non esistono uomini senza bandiera…Per il resto l’uomo è un animale che bussa alla porta, fa cattiva musica, e lascia abbaiare il cane. Qualche volta se ne sta anche tranquillo, ma allora è morto.

inguineMAH!gazine #2
April 22nd, 2011

C’è anche il silenzio di chi striscia nascondendosi nei buoi per saltare addosso a uno per strangolarlo.
C’è il silenzio dei mafiosi che nei paesi e nelle città tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di quei politici che nelle nazioni e nei continenti tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di chi odiando aspetta il momento per colpire.
Il silenzio di chi cerca di “ammazzare il tempo” fumando o leggendo fumetti fessi.
E c’è il silenzio in cui si guardano e si vedono per la prima volta la mamma e il bambino che ha in braccio.

inguineMAH!gazine #1
April 22nd, 2011

La felicità può essere di carne.
Di pelle appena – corpo senza volto né testa, ma con la bocca enorme
e molte braccia, seni, coscia, gamba muscolosa, clavicola,
scapola, ventre liscio teso peloso nel posto giusto del sesso
e in più l’odore deciso, penetrante dell’ascella, dell’inguine, del piede
che arriva tutto assieme, di colpo o poco a poco, frammentato.
Armando Freitas Filho