Julie Doucet – intervista | inguineMAH!gazine #1

Intervista a Julie Doucet a cura di Elettra Stamboulis
Pubblicata su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

visage

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Julie Doucet è nata nel 1965 nel Quèbec francofono. Ex-fumettista, ha vissuto a Montreal, New York, Seattle e Berlino. Attualmente vive in Canada. Nel 1991 ha vinto l’Harvey Award come miglior nuovo talento e ha pubblicato sulle più importanti riviste del settore tra cui “Weirdo”, la rivista curata da Robert Crumb. Ha pubblicato su talmente tante pubblicazioni che non abbiamo lo spazio per nominarle tutte, quindi non ne citiamo nessuna.

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a domanda – risponde.

Disamorarsi del fumetto? ——————————————————————————-
D: Si mormora in giro che tu stia abbandonando il fumetto, o che comunque questo stia diventando una parte molto limitata della tua attività. È un disamoramento o un cambiamento di indirizzo temporaneo?
R: Sí, mi sono allontanata dai fumetti: sono più di tre anni e mezzo ormai, e ho paura di non essermi pentita di avere smesso di disegnare fumetti in assoluto. L’ho fatto ininterrottamente per 12 anni, non facendo nient’altro. Mi è venuto un rigurgito, ero stanca di cosí tanto lavoro per così pochi soldi, tanto da non avere chance di continuare a disegnare se volevo mangiare. Nessuno mi credeva quando dico che per me è storia finita, ma è vero. Sto facendo un mucchio di altre cose ora, disegno, acquaforte, xilografia, incisione in linoleum e un mucchio di piccoli libri stampati in serigrafia.

— Sogni e disegni ——————————————————————————-
D: In alcune strisce ci sono cronache di alcuni sogni che tu hai fatto. In altri autori i sogni hanno un ruolo in un certo senso centrale. Penso ai sogni di Crumb e ovviamente a quelli di Zograf. Ritieni che disegnare sogni sia una sorta di flusso di coscienza e che ci siano connessioni tra il modo di narrare le storie nei fumetti e il modo con cui i sogni ci appaiono?
R: Ho disegnato i miei sogni perché erano molto strani e in un certo senso essi avevano un valore estetico per me. Nel mio modo di vedere le cose essi avevano un valore prettamente estetico, il raccontare storie e le figure…non sono molto addentro al discorso esoterico, tipo coscienza attraverso i sogni… non so come rispondere all’ultima parte della tua domanda.

— Il racconto delle cose ——————————————————————————-
D: Una parte caratteristica che balza agli occhi nelle tue storie è l’attenzione al dettaglio della scena, dell’ambiente che circonda i personaggi. Sembra che raccontino, a volte, più gli oggetti che i ballon. È stata una scelta consapevole o è nata mentre disegnavi, senza un processo di selezione?
R: In molti casi è stata una decisione consapevole lo scegliere che cosa andava raffigurato all’interno delle sequenza, oggetti, dettagli, ecc… a meno che tu non abbia visto qualcosa che io non vedo?

— Del ritratto ——————————————————————————-
D: Le ultime serie di lavori che ho avuto occasione di vedere erano “ritratti” o macchiette. Che cosa ti ha portato a lasciare il racconto narrativo e a passare alla sintesi della tavola unica?
R: Sono sempre stata affascinata dai visi, dai ritratti: trovai un fascicolo con delle foto nella spazzatura in un parco di Berlino, e realizzai una loro interpretazione in incisione in linoleum. Dal mio punto di vista tutto è concentrato sui visi, ma anche l’interpretazione, la nuova tecnica era importante. Avevo sicuramente bisogno di allontanarmi dai fumetti e fare cose radicalmente diverse, per cambiare completamente il mio approccio.

— I tuoi viaggi ——————————————————————————-
D: Ho saputo che hai fatto un viaggio in Francia nell’ultimo periodo. Che cosa hai visto? Pensi che la Francia sia ancora il centro almeno del mondo europeo dei fumetti o qualcosa è cambiato? Che cosa consideri più interessante al momento?
R: Ho passato dieci giorni a Parigi in gennaio. Anche se sono andata ad Angoulême, non è stato un viaggio stimolato dai fumetti. Ci sono andata solo per vedere vecchi amici. L’unica cosa che mi sento di dirti della scena del fumetto francese in questo momento è che tutti, autori, ma soprattutto gli editori, sono in guerra l’uno con l’altro! Non ho mai sentito così tante maldicenze in una volta in vita mia!!! Mi è stato detto che ciò è dovuto al proliferare di piccoli editori, e che il mercato (molto piccolo, anche in Francia) è saturo.
Sono fuori dal giro delle cose nuove nel mondo del fumetto, tutto quello che posso dire è che il nuovo avviene in Europa, non negli Stati Uniti.

— Tecnologia. Tecnologia??
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D: La tecnologia ha un ruolo nella tua vita di tutti i giorni? E nel tuo lavoro? Che tipo di relazione hai con i nuovi media?
E che cosa sai o pensi dei fumetti in rete?
R: I computer sono meravigliosi strumenti. Amo le e-mail, amo poter mandare le mie illustrazioni ai giornali in questo modo. Li uso per scomporre i colori per la serigrafia… ma a parte questo, non ho assolutamente pazienza quando sono seduta di fronte ad uno schermo. Non funziona con me. Ho problemi nel sedermi di fronte alla tv a guardare un film senza fare nient’altro, e quindi… personalmente non vedo l’appeal dei fumetti nella rete. Uso il computer come strumento, ed ho problemi nel prenderlo in considerazione come un fine in se stesso… ma è un problema mio.

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I fumetti di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 13th, 2011

Sel Service | Men’s Health | Zapping | Disney World

La prima volta di Blu | inguineMAH!gazine #1
May 7th, 2011

Spegni – spegni – ti prego!!
È scritto accanto ad un graffito sul ponte di via Stalingrado. Qualcuno con le mani in testa che grida “spegni-spegni” sui muri di una delle principali vie d’ingresso nel cuore di Bologna. Quel “pezzo” era troppo diverso da quanto visto prima. Da quanto visto lí come altrove. Era la rappresentazione [...]

inguineMAH!gazine #5
May 5th, 2011

È nel momento in cui le realtà svaniscono che si esercita appieno il talento dell’uomo di accontentarsi di belle parole.
Scomparsa Roma, il suo fantasma ha avuto vita dura.

leave your fingerprint | inguineMAH!gazine #1
May 5th, 2011

gli individui hanno una dignità da rispettare e allora perchè vuoi metterti ai confini dei clandestini poveri destini e marchiarli, cercarli bloccarli se sono extra ma che è extra extra da cosa, perchè, extra da te ma non da altri la vita è nata in africa e allora siamo tutti extra ed eravamo albanesi, nigeriani, marocchini e non impariamo mai dalla storia \\leave your fingerprint

inguineMAH!gazine #4
April 29th, 2011

Che cosa significa avere un punto di vista? Posizionarsi e guardare con un binocolo sfocato oppure mirare al cuore? La visionarietà si scontra con l’assenza di visione, con la parcellizzazione implosiva di miriadi di immagini del partito unico della visione. Abbandoniamo la ricerca delle radici per un numero per intersecare quali sono i binocoli usati per le visioni a fumetti di autori diversi, per geografia, immaginario, riferimenti. L’implosione esiste, non c’è dubbio: proviamo a fermarla un momento e vedere che cosa l’alimenta. La soggettività del punto di vista seduce, senza dubbio, ci conforta e allo stesso tempo è spaesante.

Arrington De Dionyso- immagini | inguineMAH!gazine #1
April 28th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Fra pop e underground, il fumetto nell’era di Internet
April 27th, 2011

Nato nell’ultimo decennio dell’Ottocento come appendice per lo più domenicale dei quotidiani, il fumetto ha saputo ben presto conquistarsi una sua autonomia editoriale. Ma non è del fumetto classico che qui vogliamo occuparci, quanto di quello sotterraneo, underground, che sberleffa quello ufficiale, o che comunque ad esso si pone come alternativa.

Arrington De Dionyso | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

“Quando dipingo, lo faccio sotto dettatura. Cerco di non permettere al mio cervello di parlare troppo, ma di ricevere solo l’ispirazione. Le visioni si manifestano spontaneamente. A volte appare un archetipo familiare: sirene, coccodrilli o un simbolo dei Tarocchi. Disegnare mi dà conforto spirituale. C’è anche una rappresentazione sacra messa in scena da personaggi sciamanici. sto illustrando un mito personale, per guarire il mondo infermo.”

Dinero di Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003

Miguel Brieva | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Miguel Brieva viene da Siviglia.
Divide la sua vita tra la città d’origine e Madrid.
Che lui faccia fumetti va da sè. La maniera in cui li faccia, no però.
Solitamente le sue storie cominciano e finiscono in una pagina. I suoi baloon li contate sulle dita di una mano mentre fumate una sigaretta. Alloggiano comodamente sopra flash illustrati. Subliminali. Mentre vi vedete la vita scorrere sotto gli occhi.

L’autore sconosciuto di AlePop | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
AlePop

Staffa, uno che gli girano le balle. | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

E cosí, anche Staffa è arrivato al terzo fottuto millennio. Se lo merita. Oggi i suoi fumetti non sembrano più fuori tempo. E la sua cattiveria è l’unico antidoto ai giannimorandi e robertobenigni che buoneggiano ovunque, nuovi santini dell’era mediatica.

Sonic Comic di Julie Doucet | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Julie Doucet

Zinorama | Angoulême 2007
April 27th, 2011

Festival International de la Bande Dessinée d’Aungulême
http://www.bdangouleme.com

INGUINE@COX | 2005
April 27th, 2011

INGUINE@COX Venerdì 21|5
Dalle 22.30 serata di chiacchere informali, mostre collettive e tecnologia spiccia
PRESENT AZIONE INGUINE MAH!GAZINE#3

Julie Doucet – intervista | inguineMAH!gazine #1
April 27th, 2011

Julie Doucet è nata nel 1965 nel Quèbec francofono. Ex-fumettista, ha vissuto a Montreal, New York, Seattle e Berlino. Attualmente vive in Canada. Nel 1991 ha vinto l’Harvey Award come miglior nuovo talento e ha pubblicato sulle più importanti riviste del settore tra cui “Weirdo”, la rivista curata da Robert Crumb. Ha pubblicato su talmente tante pubblicazioni che non abbiamo lo spazio per nominarle tutte, quindi non ne citiamo nessuna.

Resistenza cartacea. | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Mi piace immaginare Paper Resistance come un mite e bonario cazzone alla Diego de la Vega che, smessi i panni quotidiani, s’inguaina nei neri abiti di Zorro, incidendo le pance dell’autorità con grosse zeta derisorie. Ma Paper Resistance, più che una persona, è un progetto di comunicazione di massa. Tanto sottile, trasversale e pop da finire probabilmente sulle t-shirt degli sbarbini. Magari capiterà anche in tv, ovviamente frainteso, ma difficilmente snaturato.

Macchina Suprema parte 1 di Giovanni Barbieri e Gianluca Costantini | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Giovanni Barbieri & Gianluca Costantini

Ecco a voi Macchina Suprema | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Gianluca Costantini, come ormai universalmente riconosciuto, è pazzo.
Venne da me, una sera di qualche anno fa, con una grande cartella nera sotto braccio, zeppa di disegni.
Erano tavole a fumetti, senza testo e senza uno scopo preciso: frammenti e sequenze accostati arbitrariamente.
In tutto, dodici pagine di segni impazziti e capricciosi ghirigori. Una splendida pazzia.
Gianluca è così: [...]

NOWAR | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

NO WAR – Piccolo Network Contro La Guerra
Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
http://nowar.kyuzz.org | nowar-info@kyuzz.org

Koder di Aleksandar Zograf | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Pubblicato su inguineMAH!gazine n°1 – anno 1 2003
Traduzione: Giuditta De Concini
Lettering: Lorena Rubbiani
Aleksandar Zograf

Un autore non è la sua nazione | inguineMAH!gazine #1
April 26th, 2011

Zograf è quello di cui si è parlato molto perché è serbo. Quando c’è stata la guerra dei Balcani, lui ha raccontato il suo punto di vista con i fumetti, lettere ed e-mail.
Ma sbaglia chi pensa che sia tutto qui.
Zograf è un autore, cioè uno che ha qualcosa da dire. Usa il linguaggio del fumetto [...]

inguineMAH!gazine #3
April 22nd, 2011

L’uomo è un vertebrato e ha un’anima immortale, nonché una patria, perché non diventi troppo spavaldo…Ogni uomo ha un fegato, una milza, dei polmoni e una bandiera; tutti e quattro questi organi sono di importanza vitale. Pare esistano uomini senza fegato, senza milza e un solo polmone; non esistono uomini senza bandiera…Per il resto l’uomo è un animale che bussa alla porta, fa cattiva musica, e lascia abbaiare il cane. Qualche volta se ne sta anche tranquillo, ma allora è morto.

inguineMAH!gazine #2
April 22nd, 2011

C’è anche il silenzio di chi striscia nascondendosi nei buoi per saltare addosso a uno per strangolarlo.
C’è il silenzio dei mafiosi che nei paesi e nelle città tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di quei politici che nelle nazioni e nei continenti tramano per parassitare e dominare segretamente.
Il silenzio di chi odiando aspetta il momento per colpire.
Il silenzio di chi cerca di “ammazzare il tempo” fumando o leggendo fumetti fessi.
E c’è il silenzio in cui si guardano e si vedono per la prima volta la mamma e il bambino che ha in braccio.

inguineMAH!gazine #1
April 22nd, 2011

La felicità può essere di carne.
Di pelle appena – corpo senza volto né testa, ma con la bocca enorme
e molte braccia, seni, coscia, gamba muscolosa, clavicola,
scapola, ventre liscio teso peloso nel posto giusto del sesso
e in più l’odore deciso, penetrante dell’ascella, dell’inguine, del piede
che arriva tutto assieme, di colpo o poco a poco, frammentato.
Armando Freitas Filho